{"id":18255,"date":"2024-05-21T18:21:07","date_gmt":"2024-05-21T18:21:07","guid":{"rendered":"http:\/\/uit-ci.org\/?p=18255"},"modified":"2024-05-21T18:21:07","modified_gmt":"2024-05-21T18:21:07","slug":"fondazione-del-movimento-per-la-lega-marxista-rivoluzionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uit-ci.org\/index.php\/2024\/05\/21\/fondazione-del-movimento-per-la-lega-marxista-rivoluzionaria\/?lang=it","title":{"rendered":"Fondazione del Movimento per la Lega Marxista Rivoluzionaria"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Questa scissione, per quanto ci riguarda, preme non solo sul piano politico ma anche su quello umano e personale, ma non abbiamo avuto scelta. Il gruppo dirigente, rendendo flessibili le regole del partito unitariamente condivise, ci ha messo con le spalle al muro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non possiamo negare le caratteristiche politiche di un metodo, quello del PCL, che da troppo tempo si \u00e8 fatto incomprensibile. Ma l&#8217;andamento di questa separazione non era n\u00e9 scontato n\u00e9 predeterminato. Come minoranza, nonostante vivessimo in una situazione di avversit\u00e0 e difficolt\u00e0 perch\u00e9 come compagni credevamo e continuiamo a credere nella costruzione di un partito rivoluzionario, ci siamo sempre comportati lealmente e correttamente con il gruppo dirigente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La critica al PCL deve comprendere pi\u00f9 capitoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La critica principale, riguarda la responsabilit\u00e0 del gruppo dirigente che incombe nella misura in cui, avendo lavorato per quasi vent&#8217;anni alla costruzione del Partito rivoluzionario ed essendo il alcuni periodi riusciti o perlomeno esserci andati molto vicino (2006-2013), essendo stati la principale forza a sinistra del PRC (come declamavano i volantini), si \u00e8 giunti in poco tempo &#8211; mentre altre forze crescevano &#8211; in una situazione di crisi seria e nell\u2019impossibilit\u00e0 pratica di incidere realmente nei movimenti di lotta.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fare chiarezza sugli errori commessi dal gruppo dirigente \u00e8 indispensabile non solo ai fini di un bilancio organico di questa organizzazione ma anche e soprattutto per trarne i dovuti insegnamenti. Dunque, quali sono le cause di questa difficolt\u00e0 nello sviluppo del partito? Dove il PCL \u00e8 responsabile? Perch\u00e9 non tutto pu\u00f2 essere giustificato dal destino cinico e baro? Avr\u00e0 o non avr\u00e0 responsabilit\u00e0 questa direzione? La risposta \u00e8 si, naturalmente. Certamente le scissioni subite dal PCL negli ultimi anni hanno inciso e non ne hanno aiutato il relativo sviluppo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Altro aspetto negativo \u00e8 la continua difficolt\u00e0 di stabilire una discussione serena all&#8217;interno delle stanze del partito. Avere una posizione di dissenso all&#8217;interno di un partito marxista-rivoluzionario comporta la capacit\u00e0 da parte il gruppo dirigente di saper rispondere e confutare con argomentazioni puntuali e verificabili. Per fare un esempio, \u00e8 stancante, al limite dello stucchevole, il riproporsi di false accuse verso la minoranza CQI, oggi M-LMR, mosse dai compagni sia della Segreteria che del Comitato Centrale, come quella riguardante l&#8217;assenza di centralismo democratico all&#8217;interno della UIT. Se i compagni continuano a pensare che la terra sia piatta non abbiamo strumenti per poterli correggere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 questo metodo di alzare i toni, sempre e comunque, quando si evidenzia un dissenso verso il gruppo dirigente, dimostra l&#8217;immaturit\u00e0 politica della maggioranza di questo partito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Tutto questo non \u00e8 comprensibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In ambito nazionale, le posizioni politiche della maggioranza sono politicamente stagnanti e ancorate a un vecchio clich\u00e9.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Appare evidente l&#8217;assenza di una progettualit\u00e0 politica che possa dar voce alla classe operaia nell&#8217;agone elettorale. Qui sta in parte la differenza tra un partito strutturato per la classe operaia ed un&#8217;organizzazione piombata sulla propria sopravvivenza. Sono sei anni che avanziamo la proposta di costruire, sul modello argentino, un fronte elettorale, avendo questo una doppia utilit\u00e0: da un lato poter traslare l&#8217;unica esperienza elettorale vincente dei marxisti-rivoluzionari, dall&#8217;altro inchiodare la base delle organizzazioni che si definiscono marxiste-rivoluzionarie alle loro responsabilit\u00e0 politiche nei confronti della classe operaia. Ma nulla la nostra proposta viene rispedita al mittente senza una reale valutazione tattica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In pi\u00f9, se il gruppo dirigente del PCL vuole strutturare una critica teorica verso il settarismo, come gi\u00e0 fatto con il documento sulla TMI (che condividiamo parola per parola), dovrebbe dotarsi non solo del metodo \u201cdel bastone\u201d ma anche di quello \u201cdella carota\u201d, ovvero dare una proposta di fronte unitario, perch\u00e9 la teoria si completa con la pratica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questa linea, avvitata su stessa, ha portato alla tolleranza di forme politiche routinarie finalizzate al mantenimento del PCL non in quanto strumento politico al servizio del mondo del lavoro, ma del PCL in quanto PCL. Sono lontani i tempi del vecchio mantra del PCL che recitava \u201cla pi\u00f9 grande organizzazione comunista a sinistra del riformismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Le continue difficolt\u00e0 politiche attraversate dal PCL l\u2019hanno portato ad assumere posizioni diverse, come \u201ccostruzione su noi stessi?\u201d, \u201cIL Partito anticapitalista della classe operaia?\u201d. Tutte formule pi\u00f9 o meno valide ma non aderenti alla realt\u00e0 perch\u00e9 non hanno avuto la capacit\u00e0 di rimuovere le forme statiche, portando a un\u2019inevitabile cristallizzazione autocentrata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al di l\u00e0 degli ostacoli oggettivi, l&#8217;essere rimasti troppo a lungo invischiati in rapporti fluidi con altre organizzazioni a livello internazionale ha prodotto un arretramento prima ed un ritardo dopo nello sviluppo del partito, ha impedito il processo di rilancio della ricostruzione della IV Internazionale. La linea del raggruppamento rimane sia in ambito nazionale che in ambito internazionale un\u2019imprescindibile necessit\u00e0 non solo per il futuro della sinistra comunista ma anche per valorizzare possibili fermenti, che ci sono stati e che potrebbero esserci. (ad es. GKN)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Basti pensare ai rapporti esclusivamente binari che il PCL ha mantenuto negli ultimi anni, quali:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0PO (con Altamira)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0EKK<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0DIP<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0AR-Francia<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0PO (senza Altamira)<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Nuovo MAS<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0POR russo<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Lega per la V Internazionale<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo rappresenta un metodo esattamente capovolto rispetto al metodo trotskista. Trotsky ha costruito l\u2019Opposizione di Sinistra Internazionale, dopo l\u2019espulsione dalla Russia, non tramite rapporti bilaterali bens\u00ec tramite il metodo del raggruppamento. Per Trotsky, dunque, il metodo del raggruppamento era gi\u00e0 profondamente ancorato prima della costruzione della IV Internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Poter pensare di costruire una nuova Internazionale senza utilizzare il metodo del raggruppamento \u00e8 non solo sbagliato e fuori dai canoni del trotskismo, \u00e8 soprattutto impossibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il raggruppamento oggi pu\u00f2 essere avanzato solo da un\u2019organizzazione che ne abbia la volont\u00e0 e con sia autocentrata.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La UIT non si definisce la nuova IV Internazionale, non ha un baricentro ossidato e autoreferenziale nella costruzione di quest\u2019ultima, al contrario di tutte le frazioni internazionali o internazionali frazione, e ha assunto negli ultimi dieci anni le migliori posizioni (dato innegabile) nel panorama trotskista conseguente:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Centralismo democratico<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Posizione sulla Palestina<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Posizione sulla guerra Russia-Ucraina<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0\u00c8 tra i fondatori del FIT<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Posizione sulle elezioni, sostegno critico<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">&#8211;\u00a0Nessuna preclusione politico-ideologica alla discussione con altre organizzazioni che non abbiano lo stesso ascendente politico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per tali motivi abbiamo richiesto l\u2019adesione come sezione simpatizzante alla UIT e riportiamo l\u2019ordine del giorno votato all\u2019assemblea dell\u201911 Maggio della CQI, ora M-LMR:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">1) Ci dobbiamo separare da questa organizzazione che manca di progettualit\u00e0 politica nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">2) Non assumeremo una posizione ostile nei confronti del PCL, con cui auspichiamo una possibile convergenza qualora lo spirito del partito assuma un carattere inclusivo e non esclusivo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">3) Non essendo n\u00e9 settari n\u00e9 autocentrati e riconoscendo l\u2019importanza della costruzione di un partito rivoluzionario, nell\u2019immediato futuro prenderemo contatti con chiunque abbia a cuore il rilancio di una proposta marxista-rivoluzionaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">4) M-LMR si fonda su centralismo democratico, opposizione ai governi borghesi, antistalinismo, rivoluzione\u00a0permanente, programma di transizione.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 questa scelta<\/h3>\n<p>Ci avviamo verso una nuova esperienza politica obbligata dagli eventi e dall\u2019ampia divergenza creatasi con la maggioranza del PCL in merito alla costruzione e rilancio dello stesso. Una scelta obbligata.<\/p>\n<p>L\u2019esigenza di costruire una nuova organizzazione marxista rivoluzionaria nei fini e nel metodo \u00e8 il nostro obiettivo, siamo consci dei nostri limiti ma al tempo stesso siamo consapevoli (tra pochi) che in questo paese la proiezione di una proposta marxista rivoluzionaria non pu\u00f2 avvenire tramite una sola organizzazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo guardare al futuro in modo diverso, posare le lenti autoreferenziali delle vari organizzazioni che si definiscono comuniste le quali, sempre pi\u00f9, sono molto pi\u00f9 preoccupate al mantenimento della propria struttura che agli interessi della classe operaia nazionale ed internazionale.<\/p>\n<p>Il Movimento per la Lega Marxista Rivoluzionaria avvia il suo percorso di costruzione affondando le sue radici nei primi IV congressi dell\u2019Internazionale Comunista e nei primi due congressi della IV Internazionale, prima della svolta pablista.<\/p>\n<p>I Principi fondativi del M-LMR sono il programma di transizione, la rivoluzione permanente, l\u2019opposizione ai governi borghesi e l\u2019internazionalismo organizzato.<\/p>\n<p>M-LMR ha come punto di riferimento internazionale la UIT.<\/p>\n<p>Vorremmo fornire a lavorator@, giovan@\u00a0e a tutte le minoranze oppresse uno strumento non settario, vorremmo rispondere alle nuove generazioni che si avvicinano al marxismo e che ci pongono delle domande sulla possibilit\u00e0 rivoluzionaria \u2013 possibilit\u00e0 non certezza, poich\u00e9 di un crollo verticale del sistema capitalista non si intravede neanche l\u2019ombra.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaramente un grande obbiettivo, non un semplice capriccio.<\/p>\n<p>Dateci una mano a costruire questa speranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa scissione, per quanto ci riguarda, preme non solo sul piano politico ma anche su quello umano e personale, ma non abbiamo avuto scelta. 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