{"id":3032,"date":"2019-04-17T17:47:01","date_gmt":"2019-04-17T17:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/uit-ci.org\/index.php\/2019\/04\/17\/il-dibattito-sulla-rivoluzione-permanente-e-su-moreno\/"},"modified":"2019-04-17T17:47:01","modified_gmt":"2019-04-17T17:47:01","slug":"il-dibattito-sulla-rivoluzione-permanente-e-su-moreno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/uit-ci.org\/index.php\/2019\/04\/17\/il-dibattito-sulla-rivoluzione-permanente-e-su-moreno\/","title":{"rendered":"Il dibattito sulla Rivoluzione permanente e su Moreno"},"content":{"rendered":"<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 18pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" class=\" alignleft size-full wp-image-3031\" src=\"http:\/\/uit-ci.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/debate-sobre-rev-permanente-y-nahuel-moreno-en-italiano.jpg\" width=\"160\" height=\"226\" alt=\"debate-sobre-rev-permanente-y-nahuel-moreno-en-italiano\" style=\"float: left;\" \/>Miguel Sorans (Settembre 2018)<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 18pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>&nbsp;<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Con questo testo cerchiamo di contribuire a chiarire e ad avanzare uno scambio tra compagni socialisti rivoluzionari nel mondo, di cui crediamo che abbiano un onesto interesse nell\u2019approfondire teoricamente e politicamente alcuni temi teorici e politici che tratt\u00f2 Nahuel Moreno sulle rivoluzioni del secondo dopoguerra.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">In concreto vogliamo rispondere alla falsa accusa secondo la quale Nahuel Moreno avrebbe abbandonato la teoria della Rivoluzione Permanente e che avrebbe capitolato alla teoria menscevica e stalinista della rivoluzione a tappe.<\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\">Storicamente diversi dirigenti e correnti del trotskismo nelle sue due deviazioni, l\u2019opportunista (Pablo e Mandel) e la settaria( Healy, Lambert, Lora) usarono questo tipo di false polemiche. E\u2019 un mezzo per evitare un dibattito serio tra marxisti e rivoluzionari e per occultare le proprie posizioni anti-trotskiste. Tra gli altri, attualmente possiamo menzionare a settori come la CRQI , con alla testa, tra glia altri, Jorge Altamira e Savas Michel-Matsas, segretario dell\u2019EEK greco e la FT (PTS d\u2019Argentina). Recentemente, ha sorpreso la presenza di un testo nella pagina web del PCL d\u2019Italia, ex organizzazione della CRQI, di un suo dirigente, con il titolo:<i> \u201cMorenismo, una scuola di trotskismo deviato\u201d. <\/i>Questo testo si colloca nella metodologia erronea dell\u2019insulto e della calunnia. Metodo classico della scuola dei dirigenti che attaccano Moreno, falsificando le sue posizioni, insultando e manipolando citazioni prese fuori contesto. L\u2019obiettivo \u00e8 evitare un vero e sincero dibattito teorico e politico per cercare la verit\u00e0. Nel testo del militante o dirigente del PCL si arriva ad includere in ogni paragrafo un insulto a Nahuel Moreno. Egli tratta Moreno come un contrabbandiere professionale, come colui che professa il menscevismo o di colui che fa un racconto da carnefice. Questo testo arriva a dichiarare che Moreno fa la revisione pi\u00f9 oggettiva del pensiero di Trotskij che mai si era fatto nella storia del trotskismo. In questo testo molto confuso, si cerca di far intendere che Moreno ha abbandonato la Teoria della Rivoluzione Permanente per passare al campo del revisionismo del Trotskismo. Cercheremo di dimostrare che al contrario, Nahuel Moreno \u201cratific\u00f2\u201d in tutti i suoi scritti la teoria della Rivoluzione Permanente.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>1.<span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/strong><strong>Moreno aggiorn\u00f2 le Tesi del 1929 di fronte al fatto che nel dopoguerra sono accaduti fatti nuovi e distinti in vari aspetti rispetto alle previsioni di Trotskij che apr\u00ec una nuova tappa di rivoluzioni senza alcun Ottobre.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Allora Moreno ha abbandonato la Teoria e la tesi della Rivoluzione Permanente? Moreno divent\u00f2 \u201ctappista\u201d? E\u2019 passato alla teoria menscevica e stalinista che prevede due tappe, una prima democratica, di unit\u00e0 politica con la borghesia e incluso di appoggio ad un governo borghese? E un\u2019altra posteriore \u201csocialista\u201d? Esiste qualche caso in cui il morenismo abbia appoggiato governi borghesi o borghesi dei fronti popolari come fecero lo stalinismo e le correnti opportuniste e revisioniste del trotskismo? Dimostreremo che nulla di ci\u00f2 \u00e8 vero, n\u00e9 nei testi n\u00e9 nella realt\u00e0 della lotta di classe da 70 anni a questa parte. Cosa \u00e8 successo nel secondo dopoguerra? A partire dal grande trionfo che segn\u00f2 la caduta del nazismo. Si apr\u00ec una tappa di grandi rivoluzioni, un\u2019ascesa rivoluzionaria mondiale. Si ebbero trionfi rivoluzionari che arrivarono ad espropriare la borghesia, come successe in Europa dell\u2019Est, in Yugoslavia, nella Rivoluzione cinese del 1949 e in quella cubana del 1959. Sorsero nuovi stati operai burocratizzati o deformati. La grande novit\u00e0 non prevista n\u00e9 vissuta da Trotskij( assassinato nel 1940) \u00e8 che questi trionfi furono diretti dagli apparati controrivoluzionari che controllavano il movimento operaio, in primo luogo i partito comunisti burocratici stalinisti e diverse dirigenze non marxiste rivoluzionarie. Contro la previsione di Trotskij, che considerava che lo stalinismo sarebbe entrato in crisi e che la Quarta sarebbe diventa un\u2019Internazionale di massa al termine della guerra. Successe il contrario. Per varie ragioni, la crisi della direzione rivoluzionaria, invece di risolversi prosegu\u00ec. Tutto ci\u00f2 apri una gran confusione nel movimento trotskista. Il trotskismo e la Quarta, senza Trotskij, rimase dopo la guerra come un movimento marginale e in gran crisi e ci\u00f2 spiega il sorgere delle correnti opportunista e revisionista e settaria. Si apr\u00ec una tappa rivoluzionaria, con crisi in tutti i continenti, ma senza alcuna Rivoluzione d\u2019Ottobre, ovvero senza il ruolo protagonista della classe operaia e senza la direzione di alcun partito marxista rivoluzionario. Queste erano le due premesse delle Tesi sulla Rivoluzione Permanente scritte da LeonTrotskij. Queste due premesse non si sono compiute in questa tappa di grandi rivoluzioni. Questo fatto ha aperto ad ogni tipo di interpretazioni. Tanto l\u2019opportunismo di Pablo e Mandel che il settarismo dissero: Le tesi della Rivoluzione Permanente del 1929 si sono compiute alla lettera e diedero due interpretazioni sbagliate e nefaste. Gli opportunisti per giustificare il loro dogmatismo qualificarono come marxista rivoluzionaria la direzione stalinista o riformista trionfante. Considerarono il fatto certo che la direzione stalinista del PC cinese fu alla testa di una rivoluzione trionfante che espropri\u00f2 la borghesia. Determinarono il tragico errore di considerarlo, allora, come il partito rivoluzionario, che incarnava la classe operaia cinese e cos\u00ec forzare il cosiddetto compimento del testo delle tesi di Trotskij. Mandel fece lo stesso, di fronte alla Rivoluzione Cubana, appoggiando la direzione castrista e decretando che non bisognava costruire una sezione della Quarta a Cuba. Le correnti settarie( Healy, Lambert, Tony Cliff, Lute Ouvriere) dissero: Mao e Castro non sono rivoluzionari, la classe operaia non \u00e8 protagonista e negarono le rivoluzioni in Cina e a Cuba e i loro avanzamenti verso lo stato operaio e socialista. Moreno fu l\u2019unico che da una posizione rivoluzionaria e trotskista conseguente riconobbe i nuovi fatti e gli diede una risposta corretta, in ossequio alle concezioni di Trotskij, della Rivoluzione Permanente e della Quarta. Cosi fu che, a causa di questo dibattito, iniziato agli inizi degli anni cinquanta, si divise la Quarta, il trotskismo entr\u00f2 in una fase storica di crisi, di dispersione che non si \u00e8 superata. L\u2019accadimento, che opportunisti e settari negarono, fu che le due premesse concrete delle Tesi della Rivoluzione Permanente, non si sono avute. Sono passati 100 anni dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre e sfortunatamente non si \u00e8 prodotta una nuova Rivoluzione d\u2019Ottobre. Moreno per difendere il trotskismo da quegli attacchi del revisionismo opportunista e settario non cadde nel dogmatismo di rifiutare quella realt\u00e0 nuova e contraddittoria. Non cadde nell\u2019errore di abbellire le dirigenze trionfanti e capitolare ad esse (Tito, Mao, Castro ecc..) e nemmeno nel rifiutare i grandi trionfi e gli avanzamenti nell\u2019espropriazione della borghesia. Assunse la realt\u00e0 tale a come si presentava, per cercare una spiegazione e mantenere la politica e il programma della Quarta. Cos\u00ec fu che continu\u00f2 a difendere ostinatamente la concezione trotskista della Rivoluzione Permanente e il testo delle Tesi del 1929. Perci\u00f2 si mantenne sempre fedele al compito di costruire partiti trotskisti rivoluzionari contra l\u2019opportunismo del pablismo\/mandelismo che abbandonarono questo compito a partire dagli anni 50. Cosi lo spiega nel testo sulla scuola dei quadri del 1984. Citazioni che ignora l\u2019amico del PCL. <\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>\u201cNoi crediamo che i fatti hanno dimostrato che c\u2019e\u2019 un grande errore nel testo scritto della Rivoluzione Permanente, ovvero nelle Tesi. La classe operaia organizzata e il Partito rivoluzionario lo abbiamo visto prima, per\u00f2 tutto questo non c\u2019e\u2019 stato nel dopoguerra. Sostenere ci\u00f2 significherebbe essere ciechi, fanatici di Trotskij, un religioso di Trotskij e Trotskij stesso sarebbe il primo ad essere contro di noi. Per\u00f2 noi continuiamo ad essere fanatici della Teoria della Rivoluzione Permanente. Perch\u00e9? Perch\u00e9 continuiamo a credere che sia l\u2019unica teoria, nonostante questo grande errore, affine alla realt\u00e0. Ci furono processi della Rivoluzione Permanente che espropriarono la borghesia, fecero la rivoluzione operaia e socialista, senza essere condotti dalla classe operaia e dal partito comunista rivoluzionario. I due soggetti di Trotskij, il sociale e il politico, sono mancati all\u2019appuntamento storico, noi continuiamo a credere che la Rivoluzione Permanente sia la pi\u00f9 grande scoperta del secolo da un punto di vista teorico ed essedo tra quei pochi troskisti che sostengono che il grande Trotskij si sia sbagliato e allora vi domando perch\u00e9 continuiamo ad essere sostenitori di questa teoria. (\u2026) Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un\u2019altra cosa che \u00e8 pi\u00f9 importante, la pi\u00f9 importante, quella che rende Trotskij come nessuno da un punto di vista teorico: aveva ragione che la Rivoluzione sarebbe stata mondiale eche ci sarebbe stata la Rivoluzione in tutti i paesi. E qui c\u2019entra il tema della controrivoluzione( perch\u00e9 Trotskij disse) che o queste rivoluzioni si approfondivano mano a mano di pi\u00f9, diventavano pi\u00f9 mondiali e socialiste, oppure ci si fermava e si retrocedeva e quello che avanzava era la controrivoluzione. Non vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di statu quo a livello mondiale tra Rivoluzione e controrivoluzione. Questa parte delle Tesi della Rivoluzione Permanente di Trotskij \u00e8 quella che \u00e8 stata totalmente corroborata. Cos\u00ec corroborata che ci sono stati soggetti politici che non hanno voluto fare la Rivoluzione socialista e si sono trovati obbligati a farla a causa delle proprie condizioni oggettive( Nahuel Moreno, Scuola dei Quadri 1984 pagg. 23-24)<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\"><strong>2. Le espropriazioni in Europa dell\u2019Est e le Rivoluzioni cinese e cubana.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\">Come gi\u00e0 abbiamo detto, n\u00e9 nell\u2019Europa dell\u2019Est, n\u00e9 in Cina, n\u00e9 a Cuba le rivoluzioni ebbero come protagonista la classe operaia in movimento e men che meno dirette da partiti marxisti rivoluzionari. Nonostante tutto, in Europa dell\u2019Est e cio\u00e8 in Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Germania orientale e Cecoslovacchia, dopo la sconfitta del nazismo, fu l\u2019Armata Rossa, sotto il comando di Josif Stalin, che concretizz\u00f2 l\u2019espropriazione della borghesia e diede luogo al sorgere di stati operai deformati o burocratizzati. Nemmeno la Rivoluzione cinese del 1949 ha avuto come protagonista la classe operaia cinese, bens\u00ec, fondamentalmente, la classe contadina, diretta e organizzata da un partito-esercito che port\u00f2 avanti la guerra di guerriglia, il Partito Comunista di Mao, che era un partito stalinista e burocratico. Non era un partito operaio marxista-rivoluzionario. Nemmeno nella Rivoluzione cubana del 1959, la classe operaia gioc\u00f2 un ruolo da protagonista, bens\u00ec fu la classe contadina e la classe media urbana all\u2019interno del Movimento del 26 Luglio, con una direzione piccolo-borghese rivoluzionaria con alla testa Fidel Castro. Questa Rivoluzione fin\u00ec con il dichiarare il primo stato socialista dell\u2019America Latina ed espropri\u00f2 la borghesia. Tutto ci\u00f2 senza compiere le due premesse che impost\u00f2 Trotskij. Fu la condotta di Pablo\/Mandel, colpita da questa realt\u00e0, che non si compiva la previsione testuale della Rivoluzione Permanente, alla quale si inizi\u00f2 ad elaborare una teoria revisionista e capitolarda e ad abbandonare il programma e la politica di Trotskij. Questa \u00e8 la base del revisionismo. Impressionati per questa realt\u00e0 cos\u00ec contraddittoria Pablo, Mandel e Posadas claudicarono di fronte alle direzioni riformiste. Claudicarono di fronte allo stalinismo, fecero entrismo nei PC, in Europa, credendo che queste dirigenze potessero diventare rivoluzionarie e che deflagrasse la Terza Guerra Mondiale e che la burocrazia dell\u2019ex Unione Sovietica fosse obbligata a scontrarsi con l\u2019imperialismo. Oppure considerarono Tito, che aveva trasformato la Yugoslavia in uno stato operaio burocratico, come un rivoluzionario pro-trotskista, perch\u00e9 aveva attriti inter burocratici con Stalin. Era cos\u00ec forte la realt\u00e0 oggettiva, la crisi dell\u2019imperialismo, che le dirigenze piccolo-borghesi traditrici, nazionaliste, arrivarono pi\u00f9 in la delle loro intenzioni e dovettero affrontare ed espropriare la borghesia. Allora quello che fece Moreno fu di affrontare questa situazione senza capitolare, rispondendo ai nuovi fenomeni per difendere, giustamente le tesi della Rivoluzione Permanente, e fondamentalmente per difendere alla lettera il gran compito di costruire i partiti trotskisti con centralismo democratico. Allora bisogna trovare una spiegazione, Moreno la cerc\u00f2 per difendere la teoria della Rivoluzione Permanente, non per revisionarla bens\u00ec per aggiornarla. Moreno arriv\u00f2 alla conclusione che giustamente, per cause oggettive profonde dell\u2019ascesa rivoluzionaria, della crisi dell\u2019imperialismo e anche della crisi e dell\u2019assenza di direzione rivoluzionaria, consider\u00f2 che queste dirigenze furono obbligate dalle circostanze ad espropriare la borghesia , senza che ci fosse Rivoluzione d\u2019Ottobre o socialista, con le due considerazioni che aveva impostato Trotskij. Questo \u00e8 il punto, nel senso che Moreno considera la necessit\u00e0 di aggiornare e dare una spiegazione. L\u2019interpretazione di Moreno ha mantenuto il contesto dell\u2019altra grande teoria quella dello <strong>sviluppo diseguale e combinato <\/strong>e ci\u00f2 ha prodotto che la realt\u00e0 oggettiva fosse pi\u00f9 marxista e pi\u00f9 trotskista che lo stesso Trotskij. Fu\u2019 lo stesso Trotskij che apport\u00f2 la chiave per interpretare correttamente i nuovi fatti. Trotskij aveva rimescolato, nel Programma di Transizione, nel punto sul Governo operaio e contadino, come una possibilit\u00e0, sommamente improbabile, che sotto l\u2019influenza di circostanze completamente eccezionali si sarebbe verificato che i partiti piccolo-borghesi, includendo gli stalinisti possano andare pi\u00f9 lontano di quello che gli stessi vogliano nella via di rottura con la borghesia. Nel dopoguerra, per la combinazione particolare di circostanze che si verificarono, ove si avanz\u00f2 con le espropriazioni , tutte si verificarono secondo quell\u2019eccezione rimescolata da Trotskij in un paragrafo del Programma di Transizione. Il sommamente improbabile fu quello che si avver\u00f2 nella realt\u00e0. Fu la norma non l\u2019eccezione le processo di nascita dei nuovi stati operai del dopoguerra diretti dallo stalinismo e dalle dirigenze piccolo borghesi. Non esistette nessun trionfo simile a quello dell\u2019ottobre del 1917, per\u00f2 si estese l\u2019espropriazione della borghesia ad un terzo dell\u2019umanit\u00e0. Tanto il caso della Cina come quello di Cuba, in prima istanze dirette da direzioni non rivoluzionarie, si verificarono trionfi di rivoluzioni democratiche contro Chiang-Kai-Shek e contro Batista, che erano dittature capitaliste. Queste direzioni si videro obbligate dalla realt\u00e0, per la radicalizzazione e per la cattiva politica dell\u2019imperialismo e per la sua crisi, ad andare pi\u00f9 in l\u00e0 di quello che volevano ed arrivarono all\u2019espropriazione della borghesia e tramite questa via si ebbero conquiste in una prima tappa delle suddette rivoluzioni, conquiste che senza l\u2019espropriazione della borghesia non si sarebbero avute. In tal senso la teoria della Rivoluzione Permanente si \u00e8 compiuta, senza che si verificassero le tesi scritte sul protagonismo della classe operaia e sulla direzione rivoluzionaria. Moreno, al contrario di quello che affermano i suoi detrattori, non fece altro che aggiornare e ratificare la teoria e la tesi della Rivoluzione Permanente, apportando definizione e anche categorie sulla dinamica di quei Paesi nei quali si era espropriato, i nuovi stati burocratici: le loro dirigenze avrebbero paralizzato questi avanzamenti e avrebbero chiaramente rifiutato di avanzare verso la Rivoluzione socialista mondiale. Si riaffermava che erano imprescindibili i partiti trotskisti rivoluzionari e il protagonismo della classe operaia.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Noi continuiamo a difendere intransigentemente l\u2019essenza, tanto della Teoria come delle Tesi scritte della Rivoluzione Permanente: solo il proletariato guidato da un partito trotskista pu\u00f2 dirigere conseguentemente fino alla fine la Rivoluzione socialista internazionale e la Rivoluzione Permanente. Solo il trotskismo pu\u00f2 sviluppare la mobilizzazione permanente della classe operaia e dei suoi alleati. L\u2019unica cosa che aggiungiamo \u00e8 che la forza oggettiva della rivoluzione mondiale unita alla crisi della direzione del proletariato mondiale e la crisi senza uscita dell\u2019imperialismo, ha permesso che si andasse abbastanza pi\u00f9 in l\u00e0 nelle Rivoluzioni di Febbraio nazionali rispetto a ci\u00f2 che prevedevano le Tesi: ovvero che i partiti piccolo-borghesi prendano il potere e inizino la Rivoluzione socialista. Questi partiti per\u00f2, nel costruire stati operai burocratizzati di tipo nazionale, nell\u2019imporre un programma di coesistenza pacifica e di costruzione del socialismo in un solo paese, paralizzano la Rivoluzione permanente.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>In tal senso le Tesi si sbagliarono solo per alcuni paesi nel punto sulla stagione nella quale si fermava il processo della Rivoluzione permanente condotta dai partiti piccolo-borghesi, tra loro lo stalinismo, per\u00f2 indovinarono sul fatto che il processo si deteneva inevitabilmente se non era diretto da un partito comunista Leninista, cio\u00e8 Trotskista. Mentre le Tesi credevano che era impossibile oltrepassare i limiti borghesi, inclusi quelli feudali, la realt\u00e0 dimostr\u00f2 che questi limiti potevano essere oltrepassati per la pressione del movimento di massa e malvolentieri dai partiti piccolo-borghesi che li dirigevano. La teoria della Rivoluzione Permanente si arricchisce con lo strumento pi\u00f9 straordinario di ricerca ed elaborazione politica che ci ha lasciato il trotskismo: la teoria dello sviluppo diseguale e combinato. L\u2019impulso del movimento di massa combinato con la crisi della direzione rivoluzionaria ha originato combinazioni non previste al dettaglio( e che non potevano esserlo) per il nostro movimento. Queste combinazioni per\u00f2 non solo confermano che il processo della rivoluzione permanente esiste, bens\u00ec che \u00e8 tanto potente che origina queste combinazioni e confermano pi\u00f9 che mai che la teoria dello sviluppo disuguale e combinato come la massima conquista teorica del marxismo rivoluzionario di questo secolo ( N.Moreno pagine 212 Tesi XXXIV libro Aggiornamento del Programma di Transizione 1980). <\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>3.<span style=\"font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-stretch: normal; line-height: normal; font-family: 'Times New Roman';\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/strong><strong>Le rivoluzioni abortite del secolo XX e XXI<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Come abbiamo segnalato, dalla Seconda Guerra Mondiale (1945) si sono avute diverse tipologie di rivoluzioni, trionfanti e perdenti. E nessuna di queste ha avuto alla testa un partito marxista-rivoluzionario, tanto quelle che espropriarono alla borghesia, come quelle che si sono fermate prima. In questo senso Moreno le definisce rivoluzioni di febbraio, prendendo il calendario della Rivoluzione Russa del \u201917. Sono rivoluzioni senza il ruolo protagonista della classe operaia e senza la direzione marxista-rivoluzionaria. L\u2019opposto alla rivoluzione d\u2019ottobre. Perci\u00f2 Moreno definisce che, dopo il dopoguerra, si sono avute solo rivoluzioni di febbraio(alcune arrivarono all\u2019espropriazione altre no) e nessuna rivoluzione d\u2019ottobre. Tra la met\u00e0 del XX secolo e gli inizi del XXI ci furono molte rivoluzioni trionfanti che arrivarono a met\u00e0 del cammino. Non espropriarono la borghesia. Furono rivoluzioni frenate dalla crisi della direzione rivoluzionaria e dalla direzione burocratica sovietica e cinese, nel dopoguerra si imped\u00ec che grandi rivoluzioni avessero una dinamica di avanzamento permanente e fossero leve per il trionfo della rivoluzione mondiale. <\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Furono rivoluzioni abortite dall\u2019apparato controrivoluzionario. La rivoluzione in Bolivia del 1952, Algeria del 1962, Portogallo del 1975, Iran del 1978, Nicaragua del 1979 e del Salvador nel 1980. Nel XXI secolo le Rivoluzioni arabe dell\u2019Africa del Nord e del Medio Oriente, fenomeno che si riconobbe sotto il nome di primavere arabe. In quest\u2019ultimo caso rimane sul terreno una rivoluzione democratica, che si congela o \u00e8 sconfitta dalle direzioni borghesi, piccolo-borghesi e operaie riformiste e burocratiche. Non \u00e8 che allora Moreno divenne \u201ctappista\u201d bens\u00ec riconosceva che ci furono grandi rivoluzioni che per il controllo degli apparati burocratici e la crisi della rivoluzione democratica non avanzavano verso una dinamica permanente, interno ed esterno, bens\u00ec che erano frenate. Moreno, giustamente, difese sempre-contro tutte le variante del revisionismo trotskismo-la lotta strategica per le due premesse che correttamente impostavano le Tesi: il ruolo protagonista della classe operaia e la costruzione di un partito marxista rivoluzionario. Questo \u00e8 quello che semplicemente affermava Moreno. Egli segnala che \u00e8 positivo che continuino ad esserci rivoluzioni nonostante l\u2019assenza di direzione rivoluzionaria, per\u00f2 segnala negativamente che se non si avanza verso il superamento della crisi della direzione, la prospettiva \u00e8 il retrocedere del processo rivoluzionario e la perdita delle sue conquiste democratiche e sociali. Di l\u00ec Moreno fa discendere che \u00e8 imprescindibile continuare a sviluppare il processo rivoluzionario, sotto la logica della Rivoluzione Permanente. Da questa forma Moreno diede nuovi strumenti per affrontare il trotskismo revisionista, che inizi\u00f2 ad abbandonare la teoria della Rivoluzione Permanente, sotto la scusa di una sua difesa. Con il passare degli anni le revisioni e le capitolazioni non fecero che aumentare. Nel caso del mandelismo gi\u00e0 da tempo i suoi seguaci avevano considerato che non ci sarebbe state pi\u00f9 rivoluzioni come quella dell\u2019Ottobre 1917. Fino al punto di eliminare formalmente dal suo programma l\u2019obbiettivo della Dittatura del proletariato. Invece Moreno e la nostra corrente abbiamo sempre sostenuto che la Rivoluzione d\u2019Ottobre continua ad essere vigente e per questo \u00e8 imprescindibile la mobilizzazione della classe operaia, delle masse e del partito che le diriga. Sappiamo che non \u00e8 facile, per\u00f2 non c\u2019\u00e8 altro cammino per superare la crisi della direzione rivoluzionaria a livello nazionale e internazionale.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 36pt; text-indent: -18pt; text-align: left;\"><span class=\"Carpredefinitoparagrafo\" style=\"font-size: small;\"><strong>4. Nahuel Moreno e la sua corrente non appoggiarono mai un governo borghese.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 18pt; text-align: left;\"><span style=\"font-size: small;\">I detrattori di Nahuel Moreno e del morenismo ci accusano di essere \u201ctappisti\u201d, menscevichi e revisionisti della Teoria della Rivoluzione Permanente di Trotskij. Li sfidiamo a che ci dimostrino dove la corrente di Moreno con lui in vita o la nostra corrente organizzata nella UIT-CI, sia caduta nel tappismo o nel menscevismo o in che circostanza abbiamo appoggiato un governo borghese classico o di fronte popolare.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\" style=\"margin-left: 18pt; text-align: left;\"><span style=\"font-size: small;\">Al contrario fu Nahuel Moreno colui il quale lott\u00f2 sempre contro il revisionismo opportunista nella Quarta Internazionale che invece si claudic\u00f2 di fronte ai governi borghesi e di fronte popolare. Basta ricordare l\u2019esempio della Bolivia del 1952, con il giovane Moreno che si confronta con Pablo, Mandel e Posadas, ovvero la dirigenza della Quarta, che si rifiutarono di alzare la parola d\u2019ordine di tutto il potere alla COB e appoggiarono criticamente al governo borghese nazionalista di Paz Estenssoro. Molte volte si \u00e8 parlato della politica di Moreno di fronte al peronismo in Argentina e all\u2019entrismo, che fu una tattica ( 1957\/1962) in un periodo in cui il peronismo era bandito e i lavoratori peronisti resistevano nella clandestinit\u00e0 sotto un una dittatura pro-yankee. E\u2019 importante chiarire che noi non entrammo nel partito peronista bens\u00ec nelle organizzazioni sindacali peroniste che organizzavano gli scioperi in quella che si defin\u00ec la \u201cResistenza peronista\u201d contro la repressione del regime militare di Aramburu e Rojas, chiamata la dittatura \u201cgorilla\u201d. Se qualcosa ha caratterizzato la corrente politica di Nahuel Moreno in Argentina \u00e8 la lotta al nazionalismo borghese e al peronismo. Combattendo ai seguaci di Pablo e Mandel, come Posadas, che capitolarono completamente. E ci\u00f2 ha avuto un punto massimo di espressione quando Peron torna in Argentina nel 1972 e patta quello che si chiam\u00f2 il Grande Accordo Nazionale con i militari e la borghesia per cercare di stabilizzare il Paese , dopo la semi-insurrezione operaia-studentesca chiamata il Cordobazo del 1969. La nostra corrente ha fondato il Partito socialista dei lavoratori( PST). Abbiamo avuto il coraggio, quando la guerriglia e buona parte della sinistra claudicava di fronte alla candidatura di Juan Domingo Peron, di presentare nel settembre del 1973 una formula presidenziale di indipendenza di classe, con alla testa Juan Carlos Coral e Jos\u00e8 Paez, il dirigente del classismo cordobese. Nel processo delle lotte operaie contro il governo peronista abbiamo avuto i nostri martiri assassinati dalle Tre A, gruppi di sicari legati al peronismo e alla sua burocrazia sindacale. Allora il PST gioc\u00f2 questa carta contro il governo di Peron e dopo di Isabel y Lopez Rega e anche nella clandestinit\u00e0 sotto la dittatura di Videla. Nella Nicaragua del 1979 Moreno e la sua corrente internazionale promosse l\u2019appoggio alla mobilizzazione rivoluzionaria contro la dittatura di Somoza, partecipando nella lotta armata con la Brigata con una politica indipendente e di rifiuto alla politica di conciliazione di classe del Fronte Sandinista (FSLN). Nel fronte Sud la Brigata ha avuto tre morti e decine di feriti in combattimento. Nella costa atlantica la Brigata prese la citta portuale di Bluefields. Daniel Ortega e tutta la direzione del FLSN, quando presero il potere, fecero un patto con la dirigente conservatrice Violeta Chamarro per un governo di conciliazione di classe su consiglio della direzione cubana e in forma diretta dello stesso Fidel Castro. Il mandelismo era a favore di questo governo borghese, lo defin\u00ec come governo operaio e contadino e realizz\u00f2 il tradimento appoggiando la repressione e l\u2019espulsione della Brigata Simon Bolivar da parte del sandinismo. La corrente di Jorge Altamira us\u00f2 il metodo ripugnante e senza principi di rimpiazzare la polemica politica per le calunnie e le false accuse morali. Altamira ment\u00ec affermando che la Brigata non aveva combattuto e che era stata espulsa per aver rubato denaro. \u201cLa Brigata Simon Bolivar, una truffa politico-economica\u201d ( Prensa Obrera, 16\/10\/1986). Secondo Altamira la Brigata non era stata espulsa per motivi politici bens\u00ec \u201cperch\u00e9 neg\u00f2 il rendiconto del beneficio finanziario che fece a nome del FLSN\u201d. Giorni prima lo aveva smentito Carlos Nunez, uno dei comandanti del FLSN: \u201c noi diamo molto valore ai compagni della Brigata Simon Bolivar (\u2026) che combatterono al nostro fianco per sconfiggere la dittatura di Somoza\u201d (Diario Clarin, Argentina, 8\/10\/1986). Tomas Borge aveva dichiarato che il FLSN dovette dissolvere la Brigata \u201cperch\u00e9 adottarono posizioni estremiste e di indisciplina che stavano creando problemi alla rivoluzione sandinista\u201d. Gi\u00e0 senza Moreno, morto nel 1987, nel XXI secolo continuiamo a combattere il claudicare dei settori del trotskismo di fronte ai governi di fronte popolare e di conciliazione di classe, come il governo Lula e il PT in Brasile e inoltre contro il governo di Hugo Chavez in Venezuela. Il mandelismo non solo appoggi\u00f2 il governo di Lula, ma uno dei suoi dirigenti fu ministro fu Ministro dell\u2019Agricoltura. Altri trotskisti come Alan Woods appoggiarono e definirono rivoluzionario il governo di Hugo Chavez. Mentre la UIT-CI mantenne una posizione indipendente da questi governi. Sottolineiamo inoltre alcuni fatti esemplari della nostra politica indipendente, tra cui, quando in Brasile ci opponemmo alla privatizzazione delle pensioni dei professori ed uno dei nostri principali dirigenti e deputato nazionale Bab\u00e0, fu espulso dal PT, durante i primi mesi del governo Lula. In Venezuela, la nostra corrente con il dirigente operaio Orlando Chirino e i nostri compagni sempre furono indipendenti dal governo Chavez e impostarono un programma alternativo, inoltre abbiamo avuto i nostri martiri operai assassinati da sicari nel novembre del 2008, orientati dal regime chavista. In sintesi, Nahuel Moreno e la nostra corrente abbiamo sempre rivendicato e ratificato la concezione di Trotskij della Rivoluzione Permanente, includendo il testo del 1929 delle Tesi e il Programma di Transizione. Moreno \u00e8 stato un pioniere e un campione della lotta contro il revisionismo che distrusse la Quarta, per la lotta contro ogni politica tappista e di capitolazione ai governi borghesi di qualunque tipo, specialmente contro i governi di fronte popolare, sviluppando la costruzione di partiti rivoluzionari contro tutti gli apparati per ottenere la direzione e stare alla testa dei lavoratori e delle masse. Questo \u00e8 l\u2019unico cammino verso nuovi \u201cottobre\u201d. Reiteriamo che \u00e8 necessaria, anche se non \u00e8 avvenuto durante un secolo, la lotta strategica per nuove rivoluzioni d\u2019ottobre.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miguel Sorans (Settembre 2018) &nbsp; Con questo testo cerchiamo di contribuire a chiarire e ad avanzare uno scambio tra compagni socialisti rivoluzionari nel mondo, di cui crediamo che abbiano un onesto interesse nell\u2019approfondire teoricamente e politicamente alcuni temi teorici e politici che tratt\u00f2 Nahuel Moreno sulle rivoluzioni del secondo dopoguerra. 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